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giovedì 9 gennaio 2014

Sarà Auto Expò, il più grande salone automobilistico dell'India, la passerella su cui il prossimo mese di febbraio farà il suo esordio la nuova Tata Nano Diesel.

Per il costruttore indiano sarà anche l'occasione, riferisce Autoevolution, per mostrare ai potenziali clienti le rinnovate qualità della city car nazionale, oltre alla migliorata efficienza nei consumi di carburante. La nuova Tata Nano Diesel dovrebbe essere spinta da un motore bicilindrico da 800cc equipaggiato con turbocompressore Garrett, installato a monte del sistema di iniezione diretta common rail sviluppato da Bosch. Con una potenza promessa di circa 40-45 Cv il motore dovrebbe consentire alla Tata Nano percorrenze dell'ordine di 30-40 km/litro, valore che la dovrebbe rendere molto competitiva sul fronte dei consumi. Ma i programmi Tata non si limitano alla city car Nano. Il costruttore indiano dovrebbe anche presentare, sulla pedana dello stesso auto show, una berlina di lunghezza inferiore ai 4 metri e una nuova due volumi, entrambe inserite nella gamma del nuovo 'Progetto Falcon' di Tata Motors con l'obiettivo di contribuire al futuro commerciale del marchio.

Sulla nuova generazione Tata Nano la casa ripone molte speranze, visto che il successo della versione precedente è stato inferiore alle aspettative. La nuova versione diesel, in particolare, dovrebbe consentire al costruttore indiano di far acquisire credibilità al modello e conquistare così nuove quote di mercato.

LA CORTE DI CASSAZIONE FA CHIAREZZA:TUTTI I VEICOLI VENTENNALI HANNO IL DIRITTO AL PAGAMENTO DELLE TASSE AUTOMOBILISTICHE IN MISURA RIDOTTA

CON LA SENTENZA Nr: 3837 DEL 15 FEBBRAIO 2013, LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE VI CIVILE HA CONDANNATO LA REGIONE E. ROMAGNA PER AVER PRETESO LA RISCOSSIONE DELLA TASSA DI POSSESSO DAL PROPRIETARIO DI UN VEICOLO AVENTE UNA ETA' SUPERIORE AI 20 ANNI MA NON ISCRITTO AL REGISTRO ASI. IN SINTESI LA SENTENZA STABILISCE CHE: al fine di ottenere un beneficio fiscale, il proprietario del veicolo non ha nessun obbligo ne di essere socio ne di iscrivere il proprio veicolo a qualsivoglia Ente o Associazione privata. Secondo la Corte di Cassazione, non e' costituzionalmente ammissibile previlegiare alcuni cittadini rispetto ad altri, che per loro legittima scelta,hanno deciso di non aderire ad un Ente privato e che e' altrettanto anticostituzionale qualsiasi eventuale balzello richiesto al cittadino affinché possa usufruire di uno sgravio fiscale previsto da una legge nazionale (art.63 legge 342/2000) per possessori di veicoli di particolare interesse storico. Avendo l'ASI stabilito con propria determinazione, rinnovata annualmente, che tutti i veicoli aventi piu' di 20anni sono da considerarsi di particolare interesse storico purché con telaio e carrozzeria conformi all'originale o compatibile, con interni decorosi, ne consegue che chiunque sia in possesso di un veicolo rispondente ai requisiti suddetti puo' essere esentato dal pagamento della tassa di possesso.
SOLTANTO IN CASO DI UTILIZZO SU PUBBLICA STRADA, I PROPRIETARI SONO ASSOGGETTATI AD UNA TASSA DI CIRCOLAZIONE FORFETTARIA DI 25.82 EURO, SPECIFICANDO NELLA CAUSALE DI VERSAMENTO CHE : TRATTASI DI VEICOLO AI SENSI  ART: 63 LEGGE 342/2000.

domenica 5 gennaio 2014

A febbraio il lancio della nuova Tata Nano diesel


ANFIA - Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica

Nata a Torino nel 1912, ANFIA - Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica, svolge da 100 anni la funzione di Trade Association, come portavoce delle aziende italiane che operano ai massimi livelli nei settori della costruzione, trasformazione ed equipaggiamento degli autoveicoli per il trasporto individuale e collettivo di persone e di merci. 
Con 270 Aziende associate, ANFIA è tra le maggiori Associazioni di categoria che aderiscono a CONFINDUSTRIA e rappresenta il punto di riferimento relazionale e strategico tra la filiera automotive e il contesto politico-istituzionale, italiano e internazionale. I principali temi di interesse per la filiera rappresentata da ANFIA, verso i quali l’Associazione indirizza il proprio intervento, appartengono alle macro-aree della mobilità, della sicurezza, dell’ambiente, dell’energia, della ricerca e dell’internazionalizzazione.
L’Associazione è strutturata in 9 Gruppi merceologici, ciascuno coordinato da un Presidente e guidato da un Comitato Direttivo: Autoveicoli; Autovetture Sportive e Speciali; Carrozzieri Autovetture; Autobus; Carrozzieri Veicoli Industriali; Componenti; Pneumatici; Produttori Veicoli per il Tempo Libero; Rimorchi. I principali organi direttivi di ANFIA sono il Presidente e i due Vice Presidenti, l’Assemblea Generale, che raggruppa tutti gli Associati, e il Consiglio Direttivo, composto dai Presidenti dei 9 Gruppi ANFIA.

Settori di attività

L’attività dell’Associazione è organizzata nelle seguenti strutture operative: Area Tecnica e Affari Regolamentari, Area Economica, Studi e Statistiche, Saloni ed Eventi, Consulenza e formazione, Relazioni istituzionali, Comunicazione e Ufficio stampa, che definiscono e realizzano la missione e l’offerta associativa di ANFIA:
•    Tutelare gli interessi delle Aziende associate nelle sedi istituzionali pubbliche e private, sia  nazionali che internazionali.
•    Provvedere allo studio e alla risoluzione dei problemi di natura economica, giuridica, tecnica, fiscale e legislativa del comparto automotive.
•    Promuovere il miglioramento continuo della qualità.
•    Analizzare l’andamento del mercato autoveicolistico, sviluppando elaborazioni statistiche ad hoc per ognuno dei Gruppi ANFIA.
•    Organizzare partecipazioni istituzionali o collettive alle manifestazioni espositive di interesse delle Associate, nonché ottenere condizioni preferenziali di partecipazione ai Saloni.
•    Informare i media e l’opinione pubblica sulle tematiche associative.

Gli interlocutori di ANFIA a livello nazionale e internazionale

L'azione nei confronti delle Istituzioni vede ANFIA collaborare a livello nazionale con il Governo, il Parlamento e le Amministrazioni locali, ma anche con Enti e Associazioni come ACI (Automobile Club d’Italia), ASSTRA (Associazione Trasporti), CUNA (Commissione Tecnica di Unificazione nell’Autoveicolo), Federambiente (Federazione Italiana Servizi Pubblici Igiene Ambientale) e ICE (Istituto per il Commercio Estero). Nel 2009, inoltre, attraverso un accordo tra ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo, Motociclo, Accessori), ANFIA e UNACOMA (Unione Nazionale Costruttori Macchine Agricole), nasce FEDERVEICOLI, la federazione di settore delle associazioni nazionali dei Costruttori di veicoli e componenti.
In ambito UE, ANFIA collabora dal 1960 con il CLCA, oggi ACEA (European Automobile Manufacturers Association), partecipando ai lavori della Commissione Europea e dell’ECMT (European Conference of Ministers of Transport). Nel 1972 ha aderito al CLEPA, l’Associazione europea dei produttori di componenti per autoveicoli e, successivamente, all’ECF, la Federazione europea dei produttori di veicoli per il plein air, e al CLCCR, il Comitato che raggruppa i costruttori di carrozzerie per veicoli industriali e rimorchi. A ciò si aggiunge la collaborazione con la rappresentanza UE ministeriale italiana e di CONFINDUSTRIA.
A livello mondiale, dal 1919 ANFIA è membro di OICA (Organisation Internationale des Constructeurs d’Automobiles), organismo internazionale che raggruppa le Associazioni dei produttori di autoveicoli e attraverso la quale ANFIA opera in sede ECE/ONU.
Attualmente, ANFIA detiene la Vice Presidenza di OICA e, nell’ambito della stessa organizzazione, del Comitato sulle Politiche Industriali ed Economiche, oltre a prendere parte ai lavori del Comitato Saloni e Fiere. A queste si aggiunge la Vice Presidenza di FEDERVEICOLI e la Vice Presidenza di CUNA.

Si può fare industria dell'auto in Italia? Premier Letta dice si'

ROMA - "Nonostante tutto in Italia si può fare industria dell'auto e noi lavoriamo in quella direzione": lo ha affermato il premier Enrico Letta in un videomessaggio in apertura dell'assemblea dell'Anfia che quest'anno aveva come filo conduttore questo tema: 'Fare industria automotive in Italia oggi. Una scelta possibile?'. Il presidente del Consiglio ha espresso il sostegno del Governo all'industria automotive italiana come comparto chiave dell'economia del Paese. "C'è una grande tradizione dietro le spalle, ma non vogliamo guardare solo indietro. Ci sono molti settori di eccellenza da sviluppare", ha aggiunto Letta, assicurando: "Voglio dare un messaggio di incoraggiamento che suona difficile in un momento in cui il Paese fa fatica" ma che ha "davanti" la ripresa.

L'assemblea pubblica dell'Associazione nazionale della filiera dell'industria automobilistica si è svolta a Roma alla presenza anche del sottosegretario del Ministero dello Sviluppo economico Claudio De Vincenti, che ha annunciato la ''predisposizione del decreto di formalizzazione della Consulta Automotive'', il tavolo per il rilancio del settore che riunisce tutti i rappresentanti della filiera automotive ed i ministeri coinvolti. La richiesta dell'avvio di questo tavolo di consultazione permanente era stava avanzata dall'Anfia proprio in occasione dell'assemblea dello scorso anno all'allora premier Mario Monti. Ad accoglierla però è stato il ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato ed infatti la Consulta Automotive, anche se ancora non c'è il certificato di nascita, ''è già operativo'', ha ricordato De Vincenti aggiungendo che ''il 10 gennaio si terrà la prossima riunione sulle tematiche industriali e pochi giorni dopo ci sarà quella sulle tematiche del mercato dell'auto''. A questo proposito De Vincenti ha ribadito che il Governo ''per ridare stabilità al mercato dell'auto non pensa ad incentivi ma ad interventi strutturali, che portino a tassi di rotazione sempre più elevati e all' abbassamento dell'età media dei veicoli. Ciò si può fare - ha detto il sottosegretario allo Sviluppo economico - sostenendo il ruolo delle flotte aziendali e pubbliche''. Intervenuto all'assemblea Anfia, anche il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi ha richiamato l'''urgenza di un piano industriale per il rilancio del settore dell'auto, che superi gli strumenti di stimolo della domanda utilizzati negli anni scorsi". Per Squinzi "un serio piano industriale deve affrontare innanzitutto il nodo della ricerca e dell' innovazione". Per questo la richiesta di Confindustria è di "ripristinare e rendere strutturale un credito di imposta per gli investimenti in ricerca e innovazione realizzati dalle imprese". Nel suo intervento il presidente dell'Anfia Roberto Vavassori ha ricordato che ''il mondo dell'autoveicolo è in costante crescita a livello globale e che la depressione del 2009 è stata abbondantemente superata, così come il picco del 2007''. Ma ''alle aree in forte accelerazione, Cina e Stati Uniti tra tutte, si contrappongono Giappone ed Europa''. L'Europa occidentale, in particolare, ha detto Vavassori, ''ha recuperato a stento l'80% dei volumi del 2007, ed anche allungando lo sguardo fino al 2017 non recupera interamente questi valori''.

Il presidente dell'Anfia ha ricordato che a fine 2013 in Europa ''si produrranno 3 milioni di veicoli in meno rispetto al 2007''. Ma pur in questo scenario l'industria automotive è ''un pilastro della manifattura europea. ''Circa 13 milioni di cittadini europei dipendono direttamente o indirettamente dal lavoro della nostra filiera'' e ''il nostro settore - ha precisato - è il principale innovatore a livello continentale, con oltre un quarto dell'investimento in innovazione e sviluppo pari a oltre 32 milioni di euro per anno e oltre 9.500 brevetti realizzati. Inoltre l'attivo commerciale rappresentato dall'esportazione di veicoli e componenti 'made in Europe' è pari a oltre 90 miliardi di euto l'anno''. Anche in Italia - ha precisato il presidente dell'Anfia - ''la filiera dell'auto dà lavoro a circa 1,2 milioni di addetti ed è il maggior investitore privato in innovazione e sviluppo con 2 miliardi di euro l'anno''. Ma ''la produzione di autoveicoli si è progressivamente assottigliata fino ad arrivare alle circa 400 mila vetture del 2012, ovvero 500 mila vetture in meno rispetto a cinque anni fa (-56%). E nel 2013 la stima è di 350.000 vetture prodotte''. Vavassori ha precisato che ''il trend del rapporto tra autovetture prodotte e immatricolate negli ultimi 6 anni è negativo'' e ''in Italia si produce meno del 30% dell'immatricolato, cioè solo una vettura su quattro''.

Ne consegue che ''il mercato ha perso il 44% in volume dal 2007 al 2012 e nel 2013 chiuderà con una contrazione di oltre il 7%''. Inoltre, ''secondo le previsioni il mercato dell'auto in Italia raggiungerà di nuovo 1,8 milioni di autovetture nuove vendute solo nel 2017, grazie al progressivo invecchiamento del parco auto, che gli anni di crisi stanno determinando''. Per rilanciare il settore il presidente dell'Anfia chiede al Governo una serie di interventi. Tra i primi c'è quello sulla fiscalità dell'auto, ''giunta a quasi 73 miliardi di euro l'anno'', che va resa ''meno opprimente e più capace di promuovere gli investimenti in tecnologie ecologiche fatti dall'industria negli ultimi anni, abolendo gli inutili balzelli recentemente introdotti, quali il superbollo, e la assurda diminuzione dei vantaggi fiscali per le auto aziendali''. Altre misure necessarie sono: la diminuzione del caos normativo, la semplificazione burocratica e la riduzione della rigidità del mercato del lavoro.

Luci diurne a led sono legali, lo dice decreto dei Trasporti

 E' legale l'installazione sui veicoli delle luci a led per l'illuminazione diurna in luogo degli anabbaglianti, ma solo se si seguono alcune modalità di installazione e di verifica. Per fare chiarezza su una materia delicata per la sicurezza stradale è intervenuto il Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti con il decreto del 6 novembre 2013, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 19 novembre 2013 e intitolato "Regolamentazione dell'installazione delle luci di marcia diurna sui veicoli in circolazione". La deroga, valida per tutti veicoli a motore eccetto i rimorchi, prevede una procedura di montaggio specifica e passaggi obbligati per aggiornare la carta di circolazione, da effettuarsi dopo la prova presso la motorizzazione. Si possono installare al massimo due luci nella parte frontale dell'auto, che devono riportare la marchiatura di omologazione UNECE 87 ed essere collocate rispettando le norme ECE R48 (relative a distanza minima reciproca, altezza rispetto al suolo e inclinazione). Inoltre, le luci devono attivarsi e disattivarsi simultaneamente al motore, ma devono spegnersi automaticamente se vengono attivati i fendinebbia, gli abbaglianti o gli anabbaglianti. L'installazione deve essere eseguita da un'officina di autoriparazione che certifichi il montaggio compilando l'apposito modulo.

Successivamente, il veicolo dovrà essere sottoposto a visita e prova per l'aggiornamento del libretto presso gli Uffici della Motorizzazione territorialmente competenti rispetto alla sede dell'officina che ha effettuato il montaggio. Una volta superate le verifiche con esito positivo, il libretto di circolazione viene aggiornato con l'apposizione di un'etichetta che riporta la dicitura ''installate luci di marcia diurna conformi al regolamento 87 UNECE''. Infine, il Decreto specifica che questa regolamentazione non è valida per quei veicoli su cui siano state installate le luci di marcia diurna tramite sostituzione di un dispositivo o di un gruppo ottico originale (faro) con uno (omologato) di analoga forma e dimensioni, contenente anche la suddetta funzione.
Il provvedimento accoglie le istanze formulate dall'Anfia in rappresentanza dei produttori di dispositivi di illuminazione destinati all'aftermarket. "Grazie all'utilizzo delle luci a led al posto degli anabbaglianti - precisa Anfia - si hanno vantaggi sia in termini di consumi di carburante, sia in termini di maggior sicurezza sulle strade grazie all'utilizzo sempre più frequente di sorgenti luminose a LED nei kit disponibili per l'aftermarket".