giovedì 11 novembre 2010
l'inverter
L’inverter è un dispositivo elettronico in grado di convertire la corrente di una batteria (che è di tipo continuo 12V o 24V) in corrente alternata a 230 Volt, simile quella presente nelle abitazioni.
Con l’inverter è quindi possibile alimentare tutti i piccoli elettrodomestici comunemente utilizzati in casa, come CARICA BATTERIE DI TELEFONI e COMPUTER PORTATILI, RASOI ELETTRICI, TELEVISORI E DECODER TV, UTENSILI VARI DA CUCINA, ASCIUGACAPELLI.
Posso alimentare qualunque tipo di utenza?
Ci sono utenze che, per ragioni diverse non sono idonee per essere alimentate con inverter e sono principalmente di due tipi:
1.Impianti Hi-Fi nei quali l'uso dell'inverter può introdurre un certo ronzio, non facilmente eliminabile nemmeno con appositi filtri,
2.Lampade ad incandescenza in quanto al momento dell'accensione il filamento freddo si comporta come un sovraccarico che può danneggiare l'inverter stesso. In molti inverter è presente la funzione di soft-start che riduce tale problema
Tutte le altre utenze possono essere alimentate senza particolari precauzioni.
Quanto consuma un inverter?
E' opinione diffusa che l'inverter sia, un apparato di elevato consumo elettrico; niente di più falso in quanto il consumo dipende solo ed esclusivamente dalla utenza a 220V ad esso collegata, quindi ad esempio l'utilizzo del televisore a colori a 12V o 220V mediante inverter provoca in entrambi i modi un consumo paragonabile e l'aumento dei consumi dovuto alla trasformazione da 12 a 220V di norma non raggiunge il 10%. Ovviamente se si utilizzano utenze molto potenti i consumi sono elevati, ma la "colpa" non è dell'inverter bensì dell'utenza stessa. A titolo di esempio consideriamo un asciugacapelli da 500W, che è un enorme consumo, ebbene se utilizzato per 5 minuti provoca un consumo di 3,5 Ah, del tutto tollerabile dalla batteria sia di servizio che di avviamento di qualunque veicolo.
Come va scelta la potenza di un inverter?
Nella scelta della potenza di un inverter occorre tenere presente che quasi tutte le utenze da collegare, al momento dell'accensione, hanno un aumento di consumo che viene normalmente definito "consumo di spunto" e l'inverter scelto deve essere in grado di fornire questa potenza; in caso contrario l'inverter si bloccherà senza alimentare l'utenza. Di solito un inverter da 100W (eroga 100W come potenza continua, ma riesce ad erogarne anche 200W per brevi periodi in modo da poter gestire eventuali correnti di spunto).
E' buona norma quindi scegliere inverter potenti, leggermente sovradimensionati rispetto agli utilizzatori (fattore di sovradimensionamento + 20%), in modo da non costringere l’inverter a lavorare al 100% delle sue possibilità. In questo modo l’inverter scalda meno, è più efficiente e dura di più. D’altro canto è inutile sovradimensionare troppo un inverter perché i consumi dello stesso sia in fase di lavoro che di stand-by sarebbero inutilmente elevati con grosso spreco di preziosa energia.
In linea di massima si possono seguire queste semplici indicazioni:
150W per PICCOLI CARICABATTERIA, RASOIO, TELEFONO ecc.
300W per PICCOLI TELEVISORI 5" - 10", COMPUTER PORTATILI
600W per MEDI 14" E GRANDI TELEVISORI 20" E VIDEOREGISTRATORE, COMPUTER
1.000-2000W per ASCIUGACAPELLI, ROBOT DA CUCINA, FRIGORIFERI ecc.
Cosa significa "Onda sinusoidale MODIFICATA"?
L'onda sinusoidale è quella tipica della corrente a 220V fornita dall'ENEL ed in grado di alimentare ogni tipo di utenza ad essa collegata; quando questa onda deve essere ricostruita partendo dalla corrente continua si utilizzano degli interruttori elettronici che aprendosi e chiudendosi migliaia di volte al secondo ricostruiscono una forma d'onda molto simile, ma non uguale, a quella ENEL, da qui la definizione di "onda modificata". Esistono inverter ad onda sinusoidale, hanno però un consumo elettrico e un costo ben più elevati e vengono di solito utilizzati solo per impianti professionali.
martedì 2 novembre 2010
autonomia elettrica......
Autonomia , la frase che da sempre e’ nel vocabolario dei camperisti ,
Ma quanta autonomia ho se uso il webasto?
Ma se monto la satellitare consumo?
Ma se metto tre batterie in parallelo ho più corrente?
Ma per far funzionare il condizionatore quanti pannelli devo montare?
Stop !! fermiamoci qui’ e facciamo un po’ di chiarezza su alcuni punti .
Le abitudini e le idee del camperista sono come le impronte digitali della mano, tutte, una diversa dall’ altra, sicuramente non devo arrivare io per riuscire a metterli d’accordo , però magari un po’ di chiarezza sulla scelta degli accessori non guasta.
Parlando di autonomia mi riferisco a quella piu’ importante cioe’l’elettricita’ all’interno della cellula.
Essa è supportata solitamente da un accumulatore comunemente chiamata batteria servizi, che con il motore in moto riceve carica tramite l’alternatore .
ma credete veramente che la batteria dei servizi si carichi sempre e bene?
Vi spiego ; i valori di una batteria sono tre’ : VOLT, che e’ la tensione con la quale la batteria nasce, AMPERE, che e’ la capienza di autonomia , e lo SPUNTO che serve per lo sforzo massimo a brevissimi periodi es. avviamenti motore e grossi assorbimenti. Spesso capita questo, quando guardate la tensione dopo un lungo viaggio, notate che il valore e’ approssimativo ai 12 /13 volt , ma nonostante ciò, dopo qualche ora la luce si indebolisce , la tv si spegne , il webasto si blocca ; perche questo se la batteria e’ carichissima? No la batteria non e’ carichissima ma ha solo una buona tensione e non un buon Amperaggio .
Questo valore, come già detto è la capienza di autonomia che un accumulatore riceve , la batteria e’ come un recipiente , immaginate di dover utilizzare 100 litri di acqua in un contenitore con riversati all’ interno 30 chili di sabbia ,il risultato sarà che di acqua ne utilizzerete solo 70 lt .
Stupido esempio vero? Ora però spostiamo questo paragone in una batteria. Se nell’ involucro di un accumulatore da 100 ampere si è creata una solfatazione del 50 % , quello che vi rimarrà da consumare sarà solo il restante 50% questi sono conteggi nominali . perché nella realta’ è peggio , in quanto esistono utenze che non appena valore scende sotto un certo voltaggio, esse ti abbandonano senza pieta’ .
cos’è la solfatazione?
Sintezizzo al minimo la spiegazione , questo processo che si crea all’interno delle batterie e’ dovuto alle continue cariche insufficienti e alla sua cattiva gestione, che con il tempo genera un calcare nelle piastre all’ interno, impedendo così alla corrente di prendervi spazio per la ricarica .
Perché la solfatazione?
Sto notando sempre più di frequente questo problema su mezzi di nuova generazione , e questo non perchè essi nascono difettosi , ma ben si dotati di molti accessori che necessitano di molta corrente vediamo solo alcuni esempi:
Impianto di iniezione elettronica
-Vetri elettrici
-Chiusure centralizzate
-Ventilazione interna e condizionatore in cabina
-Quattro lampade H7 alogene,da 55watt di cui due sempre accese
-Super ventole per il raffreddamento del motore,
-Impianto stereo
-Frigorifero magari da150 litri che funziona in viaggio a 12 volt
Quindi il sistema di ricarica tradizionale non potrà mai riuscire a soddisfare al massimo le esigenze della batteria servizi perchè già impegnato a fornire corrente ad altri accessori. Ecco quindi perché le batterie non hanno mai la carica sufficiente e vanno in solfatazione in breve tempo.
quindi? Siete ancora convinti che le vostre batterie si ricarichino sempre e bene?
Soluzione
Esistono sul mercato prodotti veramente efficaci , sono alcune le case che li producono , questi accessori vengono installati nell’ impianto di ricarica , il loro compito e’ quello di gestire direttamente la carica della batteria servizi con una tensione molto più elevata, 14.5 volt .
Questa tensione elevata rende più veloce e molto più completa la ricarica delle batterie, evitando così la solfatazione dovuta alle cariche parziali del sistema tradizionale.
Il sistema funziona solo in viaggio , ed è completamente automatico , e’ dotato di una raffinatissima logica elettronica che gestisce tutto il sistema, e le curve di potenza in funzione alle esigenze della batteria.
Perche montarlo?
Maggior durata delle batterie nel tempo
Batterie sempre cariche anche dopo tragitti medi
Maggior velocità di ricarica anche con il motore al minimo.
Altro sistema efficiente per l’autonomia di corrente sono la doppia Batteria, anche qui però dobbiamo fare attenzione all’installazione .
Ho visto impianti con due o trè batterie montate in parallelo, ma se il sistema tradizionale fatica a caricare una batteria , pensate con due o addirittura tre batterie in parallelo, l’effetto sarebbe apparentemente valido all’inizio, ma disastroso dopo poco tempo.
Il montaggio deve essere eseguito con l’installazione di un separatore di ricarica , cioè un sistema che gestisce la corrente in modo alternativo ed elettronico dando sempre un maggior voltaggio ad ogni singola batteria( come già spiegato) , e non crea dialogo tra le due fonti , che pur essendo di uguale voltaggio e amperaggio , non sono mai uguali.
Spero che queste piccole nozioni possano servire ad utilizzare al meglio il vostro camper !
Presto parleremo di altre tipologie di accessori , ma per ora godetevi i vostri week end .
Buona corrente a tutti.
una cosa che molti trascurano.....
Spesso capita gente in officina con mezzi veramente disastrati nel sottofondo del camper per cause diverse , infiltrazioni , perdite di acqua trascurate , pilette che perdono , bandelle che lasciano trafilare acqua dall esterno.
Ma un problema che molti sottovalutano è la rottura del piatto doccia che non sempre si fa notare con facilità .
Bisogna pensare che il piatto doccia e inevitabilmente appoggiato sul pavimento e quindi sul legno, che non è impermeabile come si crede, ma pronto ad assorbire tutta l’acqua che gli passa vicino .
Se una piccola crepa sul piatto doccia comincia a far penetrare l’acqua , questa si ferma sul piano del pavimento, e dove trova il passaggio comincia a penetrare . Di questo non ci si accorge in quanto non vi sono perdite visibili ed immediate proprio perche la doccia si usa poco , quindi l’acqua ha tutto il tempo di fare il suo compito, ovvero marcire tutto il legno del pavimento . Le storie metropolitane di quello che sprofonda dal pavimento non sono barzellette ma pure realtà da me viste sul ponte in officina , pavimenti letteralmente sfondati . water che cedono con il peso ,gradini che si strappano dal suo fissaggio . Bisogna pensare che una riparazione di questo genere ha dei costi spesso da capogiro in quanto necessita del completo smontaggio della parte marcita , il rifacimento parziale del pavimento ,il nuovo legname ,le nuove giunture , ed il nuovo rivestimento.
Credo che a questo punto valga la pena ispezionare spesso il piatto doccia per assicurarsi che non
vi siano crepature varie in giro . Solitamente i punti più critici sono gli scarichi dell’acqua molto visibili ( VEDI FIG.), ma molto meno visibili sono le piccole crepe agli angoli dove il materiale e molto più sottile . Altro problema e la sigillatura del perimetro , da li il passaggio dell’acqua è obbligato al sottopavimento. Altro problema di cui però spesso ci si accorge è il sotto lavello che lascia passare dalla piletta magari crepata dell’ acqua che seguendo il gocciolamento sul tubo di scarico passa direttamente sotto la doccia o attraversa il pavimento.
Esistono sul mercato alcuni prodotti da applicare per la riparazione della crepa , questi sono molto validi ,ma solo se il problema , cioè la crepa non è in un punto mobile come spesso accade .
Di solito il punto più critico e il punto dove si batte il primo passo di entrata , ci sono molti piatti doccia che sono molto vuoti nel sottofondo , questo fa si che con il tempo si formi inevitabilmente il cedimento del preformato.
Quando viene sostituito un piatto doccia sarebbe utile valutare con molta attenzione i punti d'appoggio , in quanto lo stesso dovrà essere appoggiato su una base più solida ( no troppo) che non lasci la possibilità al piede di far flettere la plasticanel vuoto.
Consigli per l’utilizzo
-Non calpestare mai il piatto doccia con la scarpe
-Evitare di calpestare il piatto nei periodi invernali quando il camper e fermo da molto , accendere prima il riscaldamento per renderlo leggermente più flessibile
-Tappetini in gomma spessa non fanno male ma a patto che ogni volta che si bagnano vengano drenati e non lasciati li bagnati
mercoledì 8 settembre 2010
PER I PANNELLI SOLARI:FACCIAMO CHIAREZZA
Le celle dei moduli al SILICIO MONOCRISTALLINO sono costituite da un singolo cristallo di silicio. Allo stato puro gli atomi di silicio sono perfettamente allineati garantendo di conseguenza la massima conducibilità. La maggiore purezza del materiale garantisce un rendimento superiore (pari anche al 15%). Le celle fotovoltaiche si presentano di colore uniforme blu scurissimo e, solitamente, hanno forma ottagonale con uno spessore di circa 0,2 - 0,3 mm. I moduli fotovoltaici al SILICIO MONOCRISTALLINO sono ideali per coloro che hanno a disposizione una superficie di posa limitata
SILICIO POLICRISTALLINO:
Le celle dei moduli al SILICIO POLICRISTALLINO (detto anche multicristallino) sono costituite da un insieme di più cristalli di silicio; questa minor purezza è la causa di un rendimento inferiore, che si aggira tra l'11% e il 14% contro il 15% ottenuto utilizzando celle al silicio monocristallino.Esse si presentano ancora aggregate tra loro (struttura policristallina) ed hanno orientamenti e forme differenti. Sono caratterizzate dal colore blu intenso cangiante. Grazie alle nuove tecnologie produttive e agli elevati investimenti in ricerca e sviluppo, i costi di produzione si sono ulteriormente abbassati riuscendo anche a raggiungere buoni livelli di efficienza
THIN FILM
I moduli thin film sono composti da uno strato sottilissimo di silicio cristallino (1 - 2 micron) applicato su una lastra di vetro attraverso deposizione catodica. In questo caso non si parla di celle in quanto, grazie a questa tecnologia, possono essere ricoperte grandi superfici in modo continuo. Pregi del film sottile: impatto ambientale ridotto, tempo di ritorno inferiore, ideali in condizioni di basso irraggiamento ed elevate temperature.
L'acronimo CIS sta per Copper (=Rame), Indium (=Indio), Selenium (=Selenio).
Si tratta quindi di pannelli fotovoltaici che non utilizzano il silicio come materiale sensibile alla
luce solare, ma il "Diseleniuro di Rame e Indio" (CuInSe2)
Quali sono i vantaggi di un pannello CIS?
Ci sono vantaggi pratici di notevole importanza:
Minor costo
Il minor costo di produzione di un pannello
CIS è dovuto sia all'utilizzo di materiali meno
costosi del Silicio, sia ad una tecnologia di
produzione più economica, e questo genera il
vantaggio di un costo inferiore del prodotto
finito.
Il materiale viene depositato secondo la
tecnologia Thin Film (= Film sottile), cioè uno
strato di pochi micron di materiale
fotovoltaico contro i 250-350 micron delle
celle al Silicio cristallino
Miglior resa all'illuminazione parziale.
In caso di irraggiamento solare ottimale il silicio cristallino è, tra i pannelli oggi in produzione
industriale, il materiale con la maggior resa fotovoltaica specifica (cioè il materiale che
produce il maggior numero di Watt x m2
.(Quando però l'irraggiamento non è ottimale,
ad es. in caso di ombreggiamento parziale,
un pannello in silicio cristallino ha un brusco
calo di produzione, in quanto la minor
efficienza di una cella si ripercuote su tutte le
celle ad essa connesse
Il "silicio amorfo" in parte risolve quest'aspetto, ma ha un'efficienza molto più bassa del silicio
cristallino (7-8% contro 14-18% dei pannelli al silicio cristallino) e quindi richiede una
superficie di pannelli molto più elevata (c.a. il doppio)
I moduli fotovoltaici CIS di ultima
generazione hanno invece un'efficienza che
può arrivare al 12-13%, paragonabile a
quella del silicio policristallino (14%), e
subiscono un minor calo di produttività in
caso di ombreggiamento parziale: in ultima
analisi si ottiene pertanto una maggior
quantità di energia media prodotta, a parità
di potenza.
Inoltre, grazie alla particolare configurazione
del materiale, la tecnologia Thin Film
consente di ottenere pannelli CIS flessibili.
Per quanto riguarda le prestazioni nel tempo,
il decremento di produzione negli anni di un
modulo CIS è analogo a quello di un modulo
cristallino, e cioè dopo 20 anni produce l'80%
della potenza nominale. Ci sono aspetti negativi?
Un aspetto da valutare nella scelta di un
modulo CIS è la maggior dimensione del
pannello rispetto ad un modulo in silicio
cristallino, a parità di potenza.
Il SILICIO AMORFO è un buon prodotto laddove l'esposizione del pannello non sia in un luogo perfettamente soleggiato, in quanto questi pannelli hanno una resa discreta anche lavorando in zone con frequenti problemi di ombra. Non è l'ideale per camper in quanto la tensione di uscita è troppo alta per le normali batterie.
I MODULI FOTOVOLTAICI PER CAMPEGGIO, CAMPER E NAUTICA ®
L'esclusiva tecnologia costruttiva di questo prodotto, lo rende adatto per l'installazione diretta sulla tolda delle barche e sui tetti dei camper, senza temere danni causati da vibrazioni, da elevate temperature o dal contatto con l'acqua del mare. Il montaggio può essere realizzato o tramite incollaggio o mediante un innovativo metodo, chiamato dual lock, che permette al pannello di essere agganciato alla superficie grazie un sistema simile a quello del velcro.
I pannelli Enecom possono essere curvati con una freccia massima del 30% della loro lunghezza e, se sono montati su una superficie rigida, possono essere calpestabili.
I moduli della Enecom, la junction box ed i cavi di collegamento sono resistenti agli UV e all'acqua salata. Il particolare materiale plastico che ingloba le celle fotovoltaiche può essere trasparente, bianco o nero.
Sono inoltre disponibili, a richiesta, moduli con potenze e tensioni differenti da quelle standard.
Caratteristiche tecniche dei pannelli fotovoltaici ENECOM per camper e nautica
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